
Triste vedere come i link(s) di Facebook si stiano sempre di più ripetendo, sempre più svuotando di senso, sempre più riempiendosi di retorica di basso livello, sempre più gonfiandosi di bassa filosofia da dopopranzo, frutto di digestioni lente e dolorose.
Preoccupante leggere il “mi piace” sotto frasi, pareri, commenti senza un briciolo di spessore.
Ogni volta che “accediamo su Facebook..cerchiamo frasi o esperienze in cui ritrovarci”. Già, a scapito della vita vissuta, però!
Grandi parole, emozioni, promesse; scritte e che rimangono tali, solo scritte, su un rullo di carta virtuale bianca, che sembra non finire mai.
Qualche giorno fa ho provato a tornare indietro nel tempo: ho cercato i miei primi “a cosa stai pensando”. La maggior parte di questi miei “pensieri” sono stati eliminati, cancellati, resi nulla, resi niente.
Poco dopo ho cercato di far ragionare un adolescente sulla stupidità di un link che aveva condiviso.
Tutto inutile. Più rigido di un conservatore old style. E, per di più, il “quadrato di mente” ero io, che usavo la testa e non il mouse…
M., A cosa stai pensando?
“ho 15 anni, ho l’età per non pensare a niente”
Effetto Facebook, effetto niente.
p.s.: essere stanchi del niente di cui troppe vite son piene non vuol dire essere moralisti, ma amanti della vita vera!
QUOTATION: “Per vivere non basta non morire”, Sia fatta la tua volontà, Stefano Baldi