
Quando le parole devono essere spese necessariamente, perché così vuole la vita, alla fine di una giornata impegnativa si desidera solo il silenzio.
Non più parole tue. Non più parole degli altri. A volte le parole degli altri chiedono tanto alla vita. A volte - e oggi può essere andata così - ho da offrire solo il silenzio di un ascolto. Mi si perdoni.
All'inizio di questi Quaranta giorni siamo chiamati a fare un passo, in un deserto. Luogo ostile, dove l'uomo è rimandato alla sua essenza. Perché tutto tace e i pensieri, i mille pensieri, obbligano a fare i conti con quanto c'è di più vero e buono dentro di noi. Ma anche con le cose che non vanno, con i limiti, con i bisogni, con la "fame" e con la "sete". Con tutto noi stessi, insomma.
Il passo verso il deserto è un passo che sa di tentativo. Provare ad essere veramente noi stessi. Capire chi siamo e dove andiamo. In un deserto, dove l'unica compagnia è quella di un povero vecchio diavolo, costretto dalla sua testardaggine a fare quello che da secoli fa: dividere, dividerci, separarci, farci allontanare dalla Verità. Confonderci così tanto da arrivare a scambiare il tentativo di poter essere qualcuno, con la tentazione di seguire i sogni di qualcun altro, rinunciando così ad essere pienamente noi.
Ecco la frittata del diavolo: basta rompere un uovo. E il fuoco ce lo mette lui.
Non più parole tue. Non più parole degli altri. A volte le parole degli altri chiedono tanto alla vita. A volte - e oggi può essere andata così - ho da offrire solo il silenzio di un ascolto. Mi si perdoni.
All'inizio di questi Quaranta giorni siamo chiamati a fare un passo, in un deserto. Luogo ostile, dove l'uomo è rimandato alla sua essenza. Perché tutto tace e i pensieri, i mille pensieri, obbligano a fare i conti con quanto c'è di più vero e buono dentro di noi. Ma anche con le cose che non vanno, con i limiti, con i bisogni, con la "fame" e con la "sete". Con tutto noi stessi, insomma.
Il passo verso il deserto è un passo che sa di tentativo. Provare ad essere veramente noi stessi. Capire chi siamo e dove andiamo. In un deserto, dove l'unica compagnia è quella di un povero vecchio diavolo, costretto dalla sua testardaggine a fare quello che da secoli fa: dividere, dividerci, separarci, farci allontanare dalla Verità. Confonderci così tanto da arrivare a scambiare il tentativo di poter essere qualcuno, con la tentazione di seguire i sogni di qualcun altro, rinunciando così ad essere pienamente noi.
Ecco la frittata del diavolo: basta rompere un uovo. E il fuoco ce lo mette lui.
Concludo questo (forse) insensato post con questo video. Forse non c'entra nulla.
Dura solo un minuto.
Ma parla di vita. Vita vera.
Dura solo un minuto.
Ma parla di vita. Vita vera.
POST SCRIPTUM del 21 marzo 2011, primo giorno di Primavera:
qualcuno ha reclamato i diritti d'autore sulle parole di Alda Merini.
Perché quelle parole son state dette all'interno di un programma televisivo.
Il mondo dello spettacolo, insomma..
La tentazione di reclamare diritti (economici?) ha vinto sulla possibilità-tentativo di ascoltare le parole di una vita spesa a sognare e ad amare.
Qualcuno non vuole che quel video si veda e che quelle parole si ascoltino.
Aver paura, forse, induce più spesso in tentazione, che a tentare cose vere.
Vabbè, son scelte...
Perché quelle parole son state dette all'interno di un programma televisivo.
Il mondo dello spettacolo, insomma..
La tentazione di reclamare diritti (economici?) ha vinto sulla possibilità-tentativo di ascoltare le parole di una vita spesa a sognare e ad amare.
Qualcuno non vuole che quel video si veda e che quelle parole si ascoltino.
Aver paura, forse, induce più spesso in tentazione, che a tentare cose vere.
Vabbè, son scelte...