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sabato 24 settembre 2011

VIGILIA


Forse è una leggerezza che arriva dalla libertà di scegliere cosa fare della vita che mi hanno regalato.
Forse è accorgersi che quella cosa che aspetto da dieci anni, ora, finalmente, sta arrivando.
Forse è vedere mamma e papà così emozionati.
Forse è una mano forte, quella mano a cui mi sono sempre aggrappato e affidato, che ora più che mai mi sostiene.
Forse è l'accompagnamento di tanti sorrisi e preghiere, che non manca di rendermi forte.
Forse sono gli amici, che continuano ad esserci: quelli in carne ed ossa e quelli non proprio a me prossimi. 
Forse è capire, ancora una volta in ritardo, quanto sia vero il Vangelo. 
Forse è scoprire la bellezza del sentirsi cercati, amati e perdonati da Qualcuno di veramente grande.
Forse è la bellezza del per-donare "a gratis", senza avere nulla in cambio. 
Forse è la bellezza di quegli uomini straordinari, che sono i santi, che con la loro vita piena mi hanno sempre commosso e hanno suscitato in me il desiderio di imitarli (raro caso in cui copiare è lecito e consigliato!).
Forse ogni cosa parla della bellezza di una vita così, spesa, donata, regalata.
Forse ogni cosa è illuminata dalla Luce. E noi cercheremo di farla brillare il più possibile.

"Cosa fai nella vita?"
"La regalo agli altri".

Sì, son proprio felice! 


venerdì 3 giugno 2011

BICICLETTA

«Andate», dici a ogni svolta del Vangelo.
Per essere con Te sulla Tua strada occorre andare,
anche quando la nostra pigrizia ci supplica di fermarci.

Tu ci hai scelto per essere in un equilibrio strano.
Un equilibrio che non può stabilirsi né tenersi
se non in un movimento,
se non in uno slancio.

Un po' come una bicicletta che non sta su senza girare,
una bicicletta che resta abbandonata contro un muro
finché qualcuno non la inforca
per farla correre veloce sulla strada.

La condizione che ci è data è un'insicurezza vertiginosa,
universale.
Non appena cominciamo a guardarla,
la nostra vita oscilla e ci sfugge.

Noi non possiamo star dritti se non per marciare e tuffarci
in uno slancio di carità.
Tutti i santi che ci son dati per modello,
o almeno molti,
sono vissuti come degli assicurati,
- una specie di Assicurazione spirituale che li garantiva
contro rischi e malattie,
che prendeva a suo carico anche i loro parti spirituali.
Essi avevano tempi ufficiali per pregare
e metodi per fare penitenza, tutto un codice di consigli
e di divieti.

Ma per noi
è in un liberalismo un poco pazzo
che gioca l’avventura della tua grazia.
Tu ti rifiuti di fornirci una carta stradale.
Il nostro cammino avviene di notte.
Ogni azione da compiere di volta in volta
si illumina come le luci dei segnali.
Spesso la sola cosa garantita è questa fatica regolare
dello stesso lavoro da fare ogni giorno,
della stessa vita da ricominciare,
degli stessi difetti da correggere,
delle stesse sciocchezze da non commettere.

Ma, al di là di questa garanzia,
tutto il resto è lasciato alla tua fantasia
che si scatena a suo piacimento con noi.

(Spiritualità della bicicletta, in Che gioia credere - M. Delbrêl)





E così, dentro tutto quello che pare renderci instabili, la vita continua a chiamarci.
Non ci resta che pedalare!
Tutto il resto è Sua fantasia.

Perché limitarla?

lunedì 18 aprile 2011

CON UN ALA IN PIÙ

Ho avuto ancora una volta la possibilità di esserci in un momento speciale della sua piccola vita.
Non so se ha capito il mio, il nostro essere accanto a lei in questo giorno così importante.
Forse nemmeno lei si è accorta dell’eccezionalità dell’evento e, con lei, anche gli altri cinque bimbi che ieri hanno ricevuto un regalo, un dono di incommensurabile valore, spesso dimenticato da qualche grande, come uno tra i tanti giocattoli, in fondo a uno scatolone nella cantina della nostra coscienza, che quando “si cresce” non serve più. Eppure, ieri pomeriggio, il dono del Battesimo è stato realmente vissuto e celebrato come un «regalo d’amore», il regalo più bello che Dio abbia potuto fare a questi bambini: quello di volerli amare a tutti i costi, anche a prezzo della sua stessa vita, come figli prediletti.
Il contesto "raccolto", la chiesa affrescata del Quattrocento, la simpatia e la semplice familiarità del parroco, l’emozione di giovani mamme e papà, l’esperienza più o meno collaudata di madrine e padrini, la curiosità di parenti e fotografi hanno contribuito alla nascita di un bel ricordo.
Un ricordo, appunto, qualcosa che nel tempo può essere ri-portato al cuore ed essere ri-vissuto.
Non come quel giocattolo dimenticato.
Ma come la possibilità di vivere una vita sempre nuova, sempre piena, sempre vera!

mercoledì 9 febbraio 2011

AVANTI TUTTA!


xk vuoi diventare prete?
dopo tutta questa strada!
non ti potrai sposare
Fidanzare
Figa fai il serio

Un ragazzo di 15 anni, da poco conosciuto, mi ha scritto queste parole. Prima di pubblicarle gli ho chiesto il permesso. E lui me lo ha accordato.
Non in molti comprendono il passo che, da qui a qualche mese, dovrebbe arrivare a una scelta. A dire la verità pensavo che le incomprensioni da parte del mondo potessero essere maggiori. Parlavano di insulti sulla metro, di gente che si “toccava” in parti cosìdette “porta fortuna”, di bestemmie da parte di sconosciuti… . O sono sbadato io, oppure non ho mai incontrato nessuna di queste persone. Ho trovato invece molta curiosità. Sì, a volte qualcuno ti guarda con un po’ di insistenza. Forse non te lo aspetti tutti i giorni di trovare sulla carrozza del treno uno vestito da prete. Ma nessuno mi ha mai trattato male.
La domanda di quel ragazzo me la pongo tutti i giorni. Non c’è nulla di scontato o banale in quella domanda, perché la risposta è tutt’altro che banale e scontata. Occorre ripetersi ogni giorno quella domanda per provare ad avvicinarsi sempre di più a una risposta. È una domanda che assomiglia tanto a quel “ma chi te lo fa fare?” che tanti altri mi chiedono. In genere me lo chiedo anche io alla fine della sera. Come esame di coscienza uso un murales. Sì, sarò matto, me lo dicono in tanti (e quelli che non me lo dicono o non lo pensano o non mi “sorridono” più), ma quella scritta mi aiuta ogni sera a fare il punto della situazione.
Alla fine della sera l’importante è avere amato...” mi chiede ogni volta di guardare ad ogni occasione persa per poterlo fare, mi chiede di capire se veramente so amare, se le decisioni, le parole, i gesti che compio sono quelli giusti. Se in quella giornata ho imparato veramente ad amare guardando all’Unico che può insegnarmi a farlo sul serio. Ogni giorno tante sorprese, ma forse è anche questo che rende bella la vita.
Oggi c’è anche un’altra cosa che rende bella la mia giornata.
Si chiama Benedetta.
Benvenuta!