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sabato 24 settembre 2011

VIGILIA


Forse è una leggerezza che arriva dalla libertà di scegliere cosa fare della vita che mi hanno regalato.
Forse è accorgersi che quella cosa che aspetto da dieci anni, ora, finalmente, sta arrivando.
Forse è vedere mamma e papà così emozionati.
Forse è una mano forte, quella mano a cui mi sono sempre aggrappato e affidato, che ora più che mai mi sostiene.
Forse è l'accompagnamento di tanti sorrisi e preghiere, che non manca di rendermi forte.
Forse sono gli amici, che continuano ad esserci: quelli in carne ed ossa e quelli non proprio a me prossimi. 
Forse è capire, ancora una volta in ritardo, quanto sia vero il Vangelo. 
Forse è scoprire la bellezza del sentirsi cercati, amati e perdonati da Qualcuno di veramente grande.
Forse è la bellezza del per-donare "a gratis", senza avere nulla in cambio. 
Forse è la bellezza di quegli uomini straordinari, che sono i santi, che con la loro vita piena mi hanno sempre commosso e hanno suscitato in me il desiderio di imitarli (raro caso in cui copiare è lecito e consigliato!).
Forse ogni cosa parla della bellezza di una vita così, spesa, donata, regalata.
Forse ogni cosa è illuminata dalla Luce. E noi cercheremo di farla brillare il più possibile.

"Cosa fai nella vita?"
"La regalo agli altri".

Sì, son proprio felice! 


martedì 27 luglio 2010

LUMACA

Meditando insieme ai miei bernoccoli ho capito una cosa:
la vertigine fa paura.


C’è un po’ di vertigine a guardare verso il basso. Da un precipizio, da un balcone al settimo piano, dal tetto della cattedrale verso piazza Duomo, dalle vette dei monti più belli del mondo verso terra…
C’è un po’ di vertigine a guardare anche verso l’alto. In mezzo al campo di uno stadio, verso il cielo, il nero azzurro cielo, verso l’infinito. Lo sguardo si perde e si mischia ai pensieri. Così smetti di guardare e cominci a pensare. Ma presto smetti anche di pensare.
C’è un po’ di vertigine a guardare dentro gli occhi di una persona: resisti qualche secondo, senza prestarci attenzione. Appena capisci quello che stai facendo cerchi un diversivo. Guardi per terra, le tue mani, la stanza in cui sei, qualche dettaglio del suo vestito…

Guardo fuori dalla finestra di camera mia e vedo in strada due bimbi che si fissano, tutti seri. Da un momento all’altro si mettono le mani addosso. E invece no: a poco a poco uno dei due incomincia a sorridere e poi esplode: ride!
I bambini hanno inventato un gioco. Il “gioco della vertigine”.
Perché ai bambini la vertigine non fa paura, fa ridere!



QUOTATION: “Il tempo s’infutura nel totale” E. Montale - Gerarchie