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sabato 24 settembre 2011

VIGILIA


Forse è una leggerezza che arriva dalla libertà di scegliere cosa fare della vita che mi hanno regalato.
Forse è accorgersi che quella cosa che aspetto da dieci anni, ora, finalmente, sta arrivando.
Forse è vedere mamma e papà così emozionati.
Forse è una mano forte, quella mano a cui mi sono sempre aggrappato e affidato, che ora più che mai mi sostiene.
Forse è l'accompagnamento di tanti sorrisi e preghiere, che non manca di rendermi forte.
Forse sono gli amici, che continuano ad esserci: quelli in carne ed ossa e quelli non proprio a me prossimi. 
Forse è capire, ancora una volta in ritardo, quanto sia vero il Vangelo. 
Forse è scoprire la bellezza del sentirsi cercati, amati e perdonati da Qualcuno di veramente grande.
Forse è la bellezza del per-donare "a gratis", senza avere nulla in cambio. 
Forse è la bellezza di quegli uomini straordinari, che sono i santi, che con la loro vita piena mi hanno sempre commosso e hanno suscitato in me il desiderio di imitarli (raro caso in cui copiare è lecito e consigliato!).
Forse ogni cosa parla della bellezza di una vita così, spesa, donata, regalata.
Forse ogni cosa è illuminata dalla Luce. E noi cercheremo di farla brillare il più possibile.

"Cosa fai nella vita?"
"La regalo agli altri".

Sì, son proprio felice! 


lunedì 18 aprile 2011

CON UN ALA IN PIÙ

Ho avuto ancora una volta la possibilità di esserci in un momento speciale della sua piccola vita.
Non so se ha capito il mio, il nostro essere accanto a lei in questo giorno così importante.
Forse nemmeno lei si è accorta dell’eccezionalità dell’evento e, con lei, anche gli altri cinque bimbi che ieri hanno ricevuto un regalo, un dono di incommensurabile valore, spesso dimenticato da qualche grande, come uno tra i tanti giocattoli, in fondo a uno scatolone nella cantina della nostra coscienza, che quando “si cresce” non serve più. Eppure, ieri pomeriggio, il dono del Battesimo è stato realmente vissuto e celebrato come un «regalo d’amore», il regalo più bello che Dio abbia potuto fare a questi bambini: quello di volerli amare a tutti i costi, anche a prezzo della sua stessa vita, come figli prediletti.
Il contesto "raccolto", la chiesa affrescata del Quattrocento, la simpatia e la semplice familiarità del parroco, l’emozione di giovani mamme e papà, l’esperienza più o meno collaudata di madrine e padrini, la curiosità di parenti e fotografi hanno contribuito alla nascita di un bel ricordo.
Un ricordo, appunto, qualcosa che nel tempo può essere ri-portato al cuore ed essere ri-vissuto.
Non come quel giocattolo dimenticato.
Ma come la possibilità di vivere una vita sempre nuova, sempre piena, sempre vera!