venerdì 15 marzo 2013

FRANCESCO, STUPISCICI!

    


Dopo molto tempo, l'evento che sta entusiasmando tanti, penso meriti qualche parola di riflessione. Francesco, il nome unico di un uomo nuovo, in tutti i sensi. Nello stile, nella provenienza, nella capacità di comunicare qualcosa che non riusciamo ancora a comprendere. Un uomo che trova spazio perché un altro uomo, un uomo benedetto, gli ha lasciato il posto. Un uomo che nel dire "Buona sera", "Vi chiedo un favore", "Buona notte e buon riposo", ci ha emozionato come raramente ci è capitato. Un uomo che ha fatto pregare nello stesso istante milioni di persone con quelle parole semplici che la mamma o la nonna da piccoli ci hanno insegnato. Un uomo vestito di bianco sul quale qualcuno ha già voluto gettare macchie nere, facendo la gara per trovare lo scandalo. Ma, mi spiace per loro, almeno questa volta la sensazione di essere davanti a qualcosa di nuovo sarà più forte del pettegolezzo, del sospetto, dello scandalo che deve far tacere. Opinionisti-giornalisti di un certo tipo hanno tirato fuori ipotesi e storie vecchie, hanno spacciato foto di altri per sue, hanno generalizzato parole dette in contesti determinati sperando di avere una eco di scandalo. Un po' alla Dan Brown. Un po' in maniera romanzesca hanno tentato di far diventare cattivo il protagonista della storia di questi ultimi giorni. Peccato che la storia, questa volta, non appartiene a un romanzo, ma alla vita vera. Una vita, quella del mondo, quella della Chiesa, che ha voglia di cambiare, che ha voglia di sollevarsi da terra, che ha voglia di guarire dalle sue ferite. Una vita, quella del mondo, quella della Chiesa, ferita, una vita piena di errori fatti e commessi, una vita piena di scandali e cose che non funzionano ancora. Una vita che però ha voglia di andare avanti. 

Ieri sera, prima di addormentarmi, dopo essermi documentato su alcune questioni tirate in ballo per lo screditamento generale, mi è venuto in mente l'episodio dell'adultera portata a Gesù per essere giudicata. Un sacco di farisei, di scribi, di buon pensanti, di gente che si pensava a posto con la coscienza, capace di vedere tutti gli errori, di scovare lo scandalo anche nel luogo più segreto in cui lo si possa commettere, portano quella donna dal Maestro per sentire cosa ne pensa. Gesù, fa finta di niente, non si cura di loro e continua a fare quello che stava facendo. Ma l'insistenza di quei "rosiconi" gli fa pronunciare la frase più disarmante di tutta la storia: "chi di voi è senza peccato può incominciare a lapidarla". Curioso che il testo del Vangelo dica che i primi che se ne vanno sono i più anziani. La ricerca a tutti i costi dello scandalo fa diventare vecchi prima del tempo. 
Gesù non condanna la donna. Ma non la lascia andare via come se nulla fosse. "Vai e non peccare più!". 
Per tornare a vivere il mondo, la Chiesa, ogni uomo, ha bisogno di andare avanti, di rimettersi a vivere, a camminare, nonostante il suo errore e peccato. Per tornare a vivere il mondo, la Chiesa, ogni uomo ha bisogno di non sbagliare più. Le due cose vanno avanti insieme: andare avanti cercando di fare meglio di prima. 
Ogni lamentela, ogni tentativo di mettere in dubbio la buona fede dell'oggi con il ricordo dell'ombra di ieri, sa di vecchio. E ci ha un po' stancato. 

Francesco, stupiscici!