Visualizzazione post con etichetta idee. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta idee. Mostra tutti i post

venerdì 25 novembre 2011

IMPROVVISO

Progettare e programmare sono due azioni molto importanti. Aiutano a fare meglio le “cose”, a lavorare meglio, a pensare il futuro, a non trovarsi impreparati davanti agli imprevisti di ogni giorno. 
Progettare e programmare richiedono molto tempo, molta pazienza, un po’ di entusiasmo; allenamento alla fatica, anche al ritorno abitudinario di qualcosa che passa, puntuale, come un tram (puntuale?). 
Progettare e programmare obbligano chi lo fa ad appassionarsi al motivo per cui ci si siede attorno a un tavolo e si pensa, meglio insieme ad altre persone, iniziando brainstorming orali o scritti, chiacchierando delle persone, delle idee, delle vite. 
Progettare e programmare sono nemici della noia, della fretta, del “facile”. Progettare e programmare sono per chi vuole vivere una vita semplice, dove la semplicità passa attraverso l’azione. Un’azione progettata e programmata. Ho sempre raccomandato a quelle belle persone che il Cielo mi ha messo sulla strada (per aiutarci insieme ad educare le piccole vite che ci sono affidate) l’importanza di non essere ingenui improvvisatori o leggere e brillanti, magari al momento abili, copert-ine. Meglio "perdere" qualche volta tempo in più che perdere per sempre vite e occasioni.
Ma fino adesso non ho di che lamentarmi.




Chi accompagna la vita degli altri non può limitarsi ad improvvisare: anche i migliori jazzisti non suonano note a caso!


martedì 29 giugno 2010

ACQUA POTABILE

Di notte i pensieri sembrano autentici, più veri. Mi metto al tavolo per scrivere. Penso alla giornata appena trascorsa. Alle giornate trascorse. Al tempo che corre. Troppo in fretta! E tra un pensiero e quell’altro (trillo, è arrivato un sms) ne nascono altri dieci. Così non ho più spazio nella barra del desktop del mio cervello: ho troppi files aperti. Aspettate prendo un pezzo di carta e me li scrivo, così li ordino.
Il primo, il secondo, il terzo… un aggiunta al primo, una parentesi con due frecce per il secondo, due sottopunti al terzo. Ma il secondo sottopunto c’entra con l’aggiunta del primo. Meglio usare anche un evidenziatore, per i concetti chiave: uno due tre, quattro. In rosso questo, in blu quest’altro. Che macello! Troppi pensieri. Però ci sono anche idee buone. Se mi metto a letto, a leggere qualche riga di qualche epico libro, mi vengo idee brillanti. Leggo un po’ delle imprese di Odisseo. Mi sembra di vedere qualcuno dei “miei” ragazzi. Meglio, mi pare di scorgere in certe sue avventure, alcuni tratti dei “miei” ragazzi. Un’espressione del volto, un modo di rispondere, un modo di fare, di parlare, di cercare di farla onestamente franca…
Leggo l’sms, un attimo…

Ok. Ci sono. Parlavo delle straordinarie idee che mi giungono così improvvise di sera, poco prima di addormentarmi. È sempre meglio segnarsele da qualche parte, così da ricordarsele in modo preciso, senza errori la mattina dopo.
Poi mi addormento, cioè in genere lo faccio. Ora che scrivo provo solo ad immaginarlo.
E al mattino dopo…

Nulla! Quelle straordinarie idee, quei fantastici pensieri sembrano ridicoli e banali capricci. Sembra che il sonno, denso di sogni, riporti il cervello e il cuore a livelli più terreni. Sembra che la ragione ricarichi le sue batterie durante la notte. È folle, ma è così. Nel tempo e nello spazio dell’impossibile vivere, il sogno, la mia testa recupera un po’ di grigio e burocratico senno. E le cose che di sera voglio fare, le imprese che mi riempiono di grinta, mi paiono tutte delle grandi stupidate. La sveglia suona la seconda volta, il tempo si fa breve. Mi aspetta la giornata, la lunga giornata. Non c’è troppo tempo per sognare ad occhi aperti. Forse i sogni sono gelosi della notte. Forse è solo il buio e il silenzio, il caldo o il tremendo freddo; saranno le stelle o la luna o il sonno del sole a permettere ai sogni di essere. Non lo so. So che se ho in mente grandi progetti è meglio realizzarli di notte. Per questo mi trovate in piedi fino a tarda notte.
“Tarda notte”, ma si può dire?

aNdRe


QUOTATION “Chi fa il liceo artistico da grande o fa il disegnatore o fa l’idraulico!” Giuseppe, sempre lui!