
Lo sussurro in silenzio, per non farlo sentire a nessuno.
Mi dispiacerebbe che qualcuno capisse che l’ho notata: la bellezza delle mani della gente.
Non parlo di mani curate o di unghie smaltate, ma delle mani delle persone comuni.
Le normali mani di uomini e donne che vivono nelle nostre città, nel nostro mondo.
C’è un momento, tutto particolare, in cui vedo le mani di uomini e donne di ogni tipo: è il momento della comunione. Quando bambini, ragazzi, giovani, adulti, genitori, figli, innamorati, anziani, delusi, sofferenti, pensierosi, sognatori, lavoratori o disoccupati, contenti o seri, insoddisfatti o felici cercano ,con un gesto di mani, quella vita donata, cioè l’amore, in quel frammento di pane.
Ho lo grazia, la fortuna, di poter dare a queste mani quello che desiderano, non come un regalo, che non sarebbe da parte mia, ma come consegna: è un pezzo di pane, è un pezzo di carne, parte della vita di un Altro, la vita donata del Maestro.
Lo sussurro in silenzio. Forse pochi mi possono capire e sentire le stesse cose che sento nel riempire quelle mani dell’amore vero. Mani che acquistano immediatamente una bellezza straordinaria.
A quanti mi chiedono: “Cosa vuol dire amare?” rispondo sempre che “Amare è dare la vita”. E come mi piacerebbe che le mani di tanti, le mani di tutti, possano sentire, possano toccare, sperimentare quell’amore che riempie veramente la vita di gioia.
Per me è un impegno. Un compito a casa (“a vita”).
QUOTATION: "Adesso dovete domandarmi [dirmi,ndr] cosa c---- continuate a bere! Perché bevete?" don Antonio Mazzi, nella sua "serata di eccellenza"